IPT, una tassa che non piace al settore auto

I rappresentanti del settore auto hanno diramato una nota congiunta contro l’IPT, chiedendo la sua cancellazione.

IPT, una tassa che non piace al settore auto

di Andrea Barbieri Carones

01 settembre 2011

I rappresentanti del settore auto hanno diramato una nota congiunta contro l’IPT, chiedendo la sua cancellazione.

Nell’attesa che vengano abolite le province – e magari con esse tutte le imposte e gli oneri che vi gravano – il mondo dell‘auto è sulle spine per la notizia dell’aumento dell’imposta provinciale di trascrizione, quella Ipt che si applica sull’acquisto di una vettura nuova o usata con potenza superiore ai 53 kW, pari a 72 CV.

La protesta più vibrante, oltre che dai cittadini che si apprestano a comprare un veicolo, è arrivata dall’Unrae: i rappresentanti di questa che è l’unione nazionale dei rappresentanti dei costruttori di auto estere premono perché il Parlamento non converta in legge il decreto 138/2011, trovando altre soluzioni.

Ma anche gli altri soggetti che rappresentano la filiera dell’automotive non sono rimaste in silenzio e hanno divulgato una nota comune che dice che “oltre che sul mercato, l’Ipt avrà un sensibile impatto anche sugli automobilisti, considerato che nel solo settore delle autovetture – tra vendite di veicoli nuovi e passaggi di proprietà di usati – vengono annualmente effettuate circa 5 milioni di transazioni. L’aumento medio derivante dalla norma sarà di circa il 50%, pari a poco meno di 1,5 miliardi di euro”.

Unrae, con Anfia, Aniasa, Assilea, Federauto, sottolineano anche che il mondo delle 4 ruote è da tempo oggetto di pressioni fiscali ormai insostenibili: all’aumento delle accise sui carburanti, alle imposte sulle assicurazioni rc auto e al superbollo per le vetture di  cilindrata superiore potrebbe ora aggiungersi anche questo balzello, che non farebbe altro che deprimere le vendite già colpite da una crisi che fatica a finire e abbassare conseguentemente le entrate derivanti dall’Iva, “già calate di 2 miliardi rispetto al 2008”.