La provocazione di Marchionne: «Lascio Chrysler dal 2015»

Marchionne ha lanciato una provocazione definita subito "uno scherzo", dicendo di voler lasciare gli incarichi in Chrysler entro il 2015-2016.

Fiat Freemont Model Year 2011

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Fiat è il partner ideale per Chrysler, lo ha affermato l'attuale amministratore delegato dei due gruppi Sergio Marchionne parlando in una conferenza presso il Center for Automotive Research in Michigan, dove ha spiegato anche come uniti insieme questi due marchi potranno rappresentare uno dei cinque o sei player che si spartiranno il mercato globale dell'automobile.

"Mosaico" piuttosto che fusione

Marchionne ha parlato anche di come superare le rivalità nazionalistiche, spiegando che il lavoro comune deve valorizzare la tradizione entrambi ma deve saper accogliere le sfide per esprimere la propria identità in modo nuovo. Insieme, Fiat e Chrysler possono raggiungere la massa critica necessaria per competere su scala globale, con sei milioni di veicoli venduti entro il 2014. 

Il manager ha poi specificato che la partnership tra Fiat e Chrysler dovrebbe essere vista più come un mosaico che come una fusione "con tutti i pezzi componenti fusi in una entità omogenea, nella quale ogni pezzo contribuisce a un insieme, pur mantenendo caratteristiche distinte e identità".

Marchionne lascia? E' uno scherzo

Insieme ai piani possibili per il futuro dei due gruppi, l'amministratore delegato ha quindi lanciato una provocazione sul proprio futuro dichiarando che potrebbe abbandonare la sua carica in Chrysler entro i prossimi anni, probabilmente entro il 2015 o il 2016 per lasciare posto ad altri ai quali spetterà proseguire il lavoro. Una nota precisa però che "Quella di Sergio Marchionne era una battuta scherzosa". 

Fiat: il pericolo viene da oriente

Marchionne ha proseguito parlando di "sfida culturale" per quanto riguarda i piani di integrazione tra Chrysler e Fiat, assicurando di essere intenzionato a cercare il dialogo con i sindacati americani considerati "cruciali per il nostro futuro", ma non ha dimenticato di parlare dell'ascesa della Cina nella scala dell'economia globale, definendolo un appuntamento importantissimo per il quale le case automobilistiche europee devono farsi trovare pronte.

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di Giuseppe Cutrone | 03 agosto 2011

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