Uso del cellulare alla guida: in arrivo sanzioni ancora più severe

Un decreto legge, che potrebbe presto essere operativo, prevede la sospensione immediata della patente da 1 a 3 mesi già alla prima infrazione.

Presto, l'utilizzo improprio del telefono cellulare mentre ci si trova alla guida di un veicolo sarà sanzionato in maniera ancora più severa rispetto a quanto avviene a tutt'oggi. Lo indica, in queste ore, un programma di intenti da parte del Governo, che - alla luce di quanto dichiarato dal viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Riccardo Nencini - a breve porterà all'introduzione di un decreto legge ad hoc che inasprirà le sanzioni per chi venisse pizzicato con un cellulare in mano durante la guida.

"Brevissimi", come anticipato dal viceministro Nencini, i tempi di attuazione del decreto legge, che potrebbe essere varato già a maggio; e ancora più "pesanti" le sanzioni a carico degli automobilisti indisciplinati in materia di utilizzo del cellulare alla guida: la proposta prevede l'immediata sospensione della patente da uno a tre mesi, già alla prima infrazione. Non più, dunque, in caso di recidiva entro due anni (e senza la riduzione pecuniaria del 30%) come avviene finora. Ricordiamo che alla prima infrazione, secondo l'art. 173 del Codice della Strada, viene comminata una sanzione economica di 169 euro e la decurtazione di cinque punti dalla patente. E attenzione: ciò vale non soltanto per gli automobilisti, ma anche per moticiclisti e ciclisti.

Recentemente, a questo proposito, l'Istat ha pubblicato il consuntivo degli incidenti stradali al 2015, anno - chiave per la ripresa della mobilità dopo il lungo periodo di crisi del comparto automotive (le prime iscrizioni di autovetture aumentarono del 15,0% rispetto all'anno precedente; anche le percorrenze autostradali crebbero del 3,6% rispetto al 2014, con oltre 79 miliardi di km percorsi). Nel dettaglio, il documento rileva, oltre alla crescita del numero di vittime per la prima volta dal 2001 (38 in più, pari all'1,1%) - conseguenza, si rileva, dell'incremento registrato su autostrade (comprensive di tangenziali e raccordi autostradali) e strade extraurbane (305 e 1.619 decessi; +6,3% e +1,9% sull'anno precedente) -, che fra i comportamenti errati che vengono compiuti con maggiore frequenza ci sono la guida distratta, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 44,0% dei casi). Quanto alle violazioni al Codice della Strada più sanzionate nel 2015, l'Istat ha rilevato proprio l'utilizzo del telefono cellulare alla guida senza l'obbligatorio dispositivo vivavoce, insieme all'eccesso di velocità e al mancato uso dei dispositivi di sicurezza.

L'aspetto sul quale si deve porre la massima attenzione, tuttavia, non riguarda esclusivamente il "generico" utilizzo del cellulare mentre ci si trova alla guida di un veicolo: la "semplice" telefonata non è, come chiunque sa, che una delle sempre più ampie funzioni previste dagli attuali device portatili (e che, è chiaro, saranno sempre più numerose): controllo e utilizzo delle App, verifica, ricezione e invio mail, interfaccia fra utenti attraverso i popolari social network, navigazione online. Per non parlare della stupida - e potenzialmente criminale - abitudine (che mai ci stancheremo di stigmatizzare!) abitudine di scattarsi "selfie" mentre si guida.

Il portale online Asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) aveva già evidenziato, nell'estate 2016 e sulla base dei dati diffusi da Istat e Aci sulla base del consuntivo 2015 operato da polizia e carabinieri,  come fra le cause principali di incidenti il dito venisse puntato proprio sullo scorretto utilizzo degli smartphone: le infrazioni commesse nel 2015 per il mancato utilizzo di apparecchi a vivavoce o dotati di auricolare sono state 48.524, vale a dire il 20,9% in più rispetto al 2014.

La stessa fonte online si è incaricata di pubblicare alcuni esempi pratici di conseguenze (leggi: incidenti stradali) che derivino dall'utilizzo improprio dello smartphone mentre si è al volante di un autoveicolo: a 100 km/h, l'automobilista imprevidente che armeggia con lo smartphone percorre circa 280 metri "al buio", e circa 150 metri a 50 km/h: quest'ultimo esempio si rivela particolarmente drammatico in caso di marcia in un centro abitato.

Da qui una possibile maggiore severità, attraverso un decreto ad hoc di integrazione al Codice della Strada, che già nelle prossime settimane (indichiamo questo termine in maniera convenzionale: nei prossimi giorni torneremo sull'argomento non appena arrivassero novità dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) potrebbe essere operativo.

 

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di Francesco Giorgi | 18 aprile 2017

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