Seggiolini per bambini: gli aggiornamenti 2017

Una serie di novità tecniche (rivolte alle aziende costruttrici) lascia utilizzabili gli attuali sistemi di ritenuta.

L'inizio del nuovo anno porta alcune novità in materia di seggiolini per bambini: un nuovo regolamento che non modifica l'art. 172 del Codice della Strada e permette l'utilizzo dei seggiolini già eventualmente acquistati, tuttavia contiene una serie di aggiornamenti che riguardano le aziende produttrici. Andiamo con ordine.

Un aggiornamento normativo, che sta per entrare in vigore, conferma le finalità - base sui sistemi di ritenuta, obbligatori per tutti gli automobilisti e che - in virtù del fatto che i "baby passeggeri" sono ffra i soggetti maggiormente esposti a subire lesioni in caso di incidente - hanno l'obiettivo di mantenere i bambini in tutta sicurezza a bordo dell'autoveicolo.

L'art. 172 CdS mantiene l'indicazione - base relativamente all'utilizzo dei seggiolini: il principio fondamentale indica che questi devono essere utilizzati dai bambini di statura inferiore a 1,5 m; in questo caso, i bambini devono essere assicurati al sedile attraverso un sistema di ritenuta omologato e adatto al peso del soggetto. L'automobilista che non ottempera a questa norma fondamentale, è soggetto a una multa di 81 euro nonché alla sottrazione di cinque punti dalla patente. Lo schienale, inoltre, deve essere mantenuto per l'impiego da parte di bambini fino a 1,25 m di altezza.

Più delicata, ai fini dell'acquisto del seggiolino corretto, è la questione legata all'omologazione. In estrema sintesi (questo riguarda in primo luogo le aziende produttrici, tuttavia ai fini dell'utilizzo è bene che gli automobilisti siano informati) chi fabbrica i seggiolini deve rispettare alcune indicazioni di carattere tecnico, e che vengono contenute nei regolamenti internazionali UN ECE R44 e UN ECE R129 (il più recente, e che fa riferimento ai sistemi Isofix i - Size) e rispettivi aggiornamenti.

A queste normative generali si riferisce la direttiva europea 2014/37 (che ha sostituito la direttiva 77/541), in Italia recepita con il DM del 15 maggio 2014: si tratta di norme che vengono aggiornate con scadenza periodica, e che - in questo inizio del 2017 - contengono una serie di novità sulle omologazioni: è chiaro che le indicazioni contenute nel più recente aggiornamento (e "replicate" nei libretti di istruzioni e sulle etichette presenti sui seggiolini stessi) devono essere conosciute anche dagli utilizzatori finali.

Gli automobilisti, in ogni caso, possono stare tranquilli: a parte quelli più "datati" (ovvero i sistemi che fanno riferimento alle più vecchie normative UN ECE R44 01 e la UN ECE R44 02, che restarono in vigore fino alla metà degli anni 90), tutti gli altri tipi di seggiolino possono continuare ad essere utilizzati. Le normative più aggiornate - cioè le già citate UN ECE R44 e UN ECE R129 - si riferiscono ai dispositivi di più recente omologazione; è sempre bene, a questo proposito, fare riferimento ai seggiolini più "moderni", ne va della sicurezza dei nostri bambini.

Nel dettaglio, la normativa UN ECE 44 ha classificato i seggiolini per bambini su cinque "gruppi", in ordine crescente in base al peso del bambino (ricordiamo che l'indicazione del Gruppo viene riportata sull'opuscolo delle istruzioni contenuto nella confezione e sulla etichetta di omologazione che viene apposta sul sedile stesso): il Gruppo 0 raggruppa i sistemi di ritenuta per bambini fino a 10 kg; il Gruppo 0+ per bambini fino a 13 kg; il Gruppo I per bambini fra 9 e 18 kg; il Gruppo II per bambini di peso compreso fra 15 e 25 kg; il Gruppo III per bambini fra 15 e 36 kg.

Sono otto, invece, le classi che suddividono i sistemi Isofix (UN ECE R129): Classe A (ISO/F3), ad altezza intera (72 cm), per il trasporto di neonati - da 9 a 18 kg - nel senso di marcia; Classe B (ISO7F2), ad altezza ridotta (65 cm), per il trasporto di neonati - da 9 a 18 kg - nel senso di marcia; Classe B1 (ISO/F2X), ad altezza ridotta (65 cm), per il trasporto di neonati - da 9 a 18 kg - nel senso di marcia; Classe C (ISO/R3), ad altezza standard (68 cm), per il trasporto di neonati - da 0 a 13 kg e da 9 a 18 kg - nel verso contrario al senso di marcia; Classe D (ISO/R2), ad altezza ridotta (68 cm), per il trasporto di neonati - da 0 a 13 kg e da 9 a 18 kg - nel verso contrario al senso di marcia; Classe E (ISO/R1), per bambini di altezza fino a 60 cm (e pero da 0 a 10 kg e da 0+ a 13 kg) e trasportati nel verso contrario al senso di marcia; Classe F (ISO/L1), per il trasporto a culla portatile orientata in posizione laterale verso sinistra (60 cm di altezza e da 0 a 10 kg di peso); Classe G (ISO/L2), per il trasporto a culla portatile orientata in posizione laterale verso destra (60 cm di altezza e da 0 a 10 kg di peso).

Per concludere, una serie di indicazioni sul trasporto dei bambini in auto: ricordiamo, innanzitutto, che il seggiolino va fissato al sedile con le cinture di sicurezza (o con gli attacchi Isofix, presenti come optional su gran parte delle vetture di attuale produzione). Il seggiolino va posizionato, preferibilmente, sul sedile posteriore dell'autovettura, perché offre una maggior protezione e non prevede l'airbag frontale (l'improvviso gonfiaggio del cuscino può infatti provocare lesioni anche molto gravi al bambino). Per questo motivo è possibile sistemare il seggiolino sul sedile anteriore, ma in questo caso occorre disattivare l'airbag passeggero mediante lo specifico interruttore che, solitamente, viene comandato dalla chiave di accensione.

 

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di Francesco Giorgi | 12 gennaio 2017

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