BMW X5 M ed X6 M: quando Motorsport fa rima con SUV

La M dove non ti aspetti: BMW presenta a New York X5 M ed X6 M, le più potenti e veloci fra i SUV in circolazione

New York, Stati Uniti. Laddove la crisi del settore auto si è fatta sentire più forte e Obama ha praticamente imposto ai costruttori di casa di impegnarsi a costruire auto più piccole, efficienti e meno assetate, BMW presenta due novità che forse suoneranno politically incorrect ma che comunque confermano che cavalli e prestazioni attirano e attireranno sempre e comunque il pubblico, o perlomeno una fetta di mercato non trascurabile. 

Al prossimo Salone di New York fra le più interessanti prime mondiali ci sarà infatti l'esordio delle BMW X6 M ed X5 M, entrambe versioni ad altissime prestazioni dei due SUV bavaresi che segnano il debutto della prestigiosa etichetta Motorsport sui modelli della Serie X e più in generale su quelli a trazione integrale dell'Elica.

Controsenso? Forse, ma bisogna considerare che i concorrenti nel ristretto ed esclusivo segmento dei SUV da oltre 500 CV sono tutti tedeschi: Mercedes, con la eterna Classe G 55 AMG e la ML 63 AMG, Audi con la Q7 6.0 V12 TDI e soprattutto Porsche con la Cayenne Turbo S che finora era la più potente e prestazionale del lotto. BMW entra ora di prepotenza in questa nicchia non con una, ma con due proposte che superano, almeno sulla carta, la concorrenza.

I SUV più potenti della categoria

Con il nuovo propulsore M TwinPower Turbo V8 di 4395 cc X6 ed X5 M si pongono infatti al vertice. Basta citare i numeri: 555 CV a 6000 giri e 680 Nm disponibili fra 1500 e 5650 giri ed una  accelerazione per entrambe da 0 a 100 km/h in 4,7 secondi, davvero notevole per una massa a vuoto di 2380 kg. La velocità è come d'uso limitata a 250 km/h, ma è possibile potenziare la velocità massima a 275 km/h acquistando a parte il M Driver's Package, una opzione che comprende anche un training in circuito sotto la guida degli istruttori BMW.

Numeri da GT, consentiti da questo nuovo propulsore 4.4 litri che è in predicato di passare agli altri modelli M di Monaco e rappresenta il massimo sviluppo sinora raggiunto dai tecnici tedeschi. La sua principale innovazione è una particolare configurazione del collettore di scarico con quattro condotti indipendenti che riunisce i flussi provenienti dai cilindri di entrambe le bancate eliminando le controcorrenti. I due turbocompressori twin-scroll sono posizionati in mezzo alla V delle due bancate, in maniera analoga a quanto fatto sulle X6 xDrive50i e 750i, ma si avvalgono di condotti più larghi e corti, così come di un impianto di scarico privo di curvature.

Inutile chiedere però economia d'esercizio, perché un consumo di 13,9 litri ogni 100 chilometri e le conseguenti emissioni di CO2 di ben 325 g/km indicano che queste due sono auto davvero estreme.

Però anche su questi due bolidi a ruote alte è stato adottato l'ormai arcinoto pacchetto EfficientDynamics che, attraverso il sistema di recupero dell'energia in frenata, comanda le funzioni di bordo (come la pompa carburante o il climatizzatore) gestite elettricamente a seconda del fabbisogno e non meccanicamente attraverso il propulsore, in modo da diminuire gli assorbimenti di energia di quest'ultimo. Altrimenti il conto del benzinaio sarebbe più salato e difficilmente si sarebbe raggiunta la certificazione Euro 5 e quella americana LEV II.

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