BMW X5 M ed X6 M: quando Motorsport fa rima con SUV

La M dove non ti aspetti: BMW presenta a New York X5 M ed X6 M, le più potenti e veloci fra i SUV in circolazione

BMW X5 M ed X6 M: quando Motorsport fa rima con SUV

Tutto su: BMW X5

di Redazione

06 aprile 2009

La M dove non ti aspetti: BMW presenta a New York X5 M ed X6 M, le più potenti e veloci fra i SUV in circolazione

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New York, Stati Uniti. Laddove la crisi del settore auto si è fatta sentire più forte e Obama ha praticamente imposto ai costruttori di casa di impegnarsi a costruire auto più piccole, efficienti e meno assetate, BMW presenta due novità che forse suoneranno politically incorrect ma che comunque confermano che cavalli e prestazioni attirano e attireranno sempre e comunque il pubblico, o perlomeno una fetta di mercato non trascurabile. 

Al prossimo Salone di New York fra le più interessanti prime mondiali ci sarà infatti l’esordio delle BMW X6 M ed X5 M, entrambe versioni ad altissime prestazioni dei due SUV bavaresi che segnano il debutto della prestigiosa etichetta Motorsport sui modelli della Serie X e più in generale su quelli a trazione integrale dell’Elica.

Controsenso? Forse, ma bisogna considerare che i concorrenti nel ristretto ed esclusivo segmento dei SUV da oltre 500 CV sono tutti tedeschi: Mercedes, con la eterna Classe G 55 AMG e la ML 63 AMG, Audi con la Q7 6.0 V12 TDI e soprattutto Porsche con la Cayenne Turbo S che finora era la più potente e prestazionale del lotto. BMW entra ora di prepotenza in questa nicchia non con una, ma con due proposte che superano, almeno sulla carta, la concorrenza.

I SUV più potenti della categoria

Con il nuovo propulsore M TwinPower Turbo V8 di 4395 cc X6 ed X5 M si pongono infatti al vertice. Basta citare i numeri: 555 CV a 6000 giri e 680 Nm disponibili fra 1500 e 5650 giri ed una  accelerazione per entrambe da 0 a 100 km/h in 4,7 secondi, davvero notevole per una massa a vuoto di 2380 kg. La velocità è come d’uso limitata a 250 km/h, ma è possibile potenziare la velocità massima a 275 km/h acquistando a parte il M Driver’s Package, una opzione che comprende anche un training in circuito sotto la guida degli istruttori BMW.

Numeri da GT, consentiti da questo nuovo propulsore 4.4 litri che è in predicato di passare agli altri modelli M di Monaco e rappresenta il massimo sviluppo sinora raggiunto dai tecnici tedeschi. La sua principale innovazione è una particolare configurazione del collettore di scarico con quattro condotti indipendenti che riunisce i flussi provenienti dai cilindri di entrambe le bancate eliminando le controcorrenti. I due turbocompressori twin-scroll sono posizionati in mezzo alla V delle due bancate, in maniera analoga a quanto fatto sulle X6 xDrive50i e 750i, ma si avvalgono di condotti più larghi e corti, così come di un impianto di scarico privo di curvature.

Inutile chiedere però economia d’esercizio, perché un consumo di 13,9 litri ogni 100 chilometri e le conseguenti emissioni di CO2 di ben 325 g/km indicano che queste due sono auto davvero estreme.

Però anche su questi due bolidi a ruote alte è stato adottato l’ormai arcinoto pacchetto EfficientDynamics che, attraverso il sistema di recupero dell’energia in frenata, comanda le funzioni di bordo (come la pompa carburante o il climatizzatore) gestite elettricamente a seconda del fabbisogno e non meccanicamente attraverso il propulsore, in modo da diminuire gli assorbimenti di energia di quest’ultimo. Altrimenti il conto del benzinaio sarebbe più salato e difficilmente si sarebbe raggiunta la certificazione Euro 5 e quella americana LEV II.

Carattere M

Sia la BMW X6 M che la X5 M sono contraddistinte da una caratterizzazione estetica di spiccata personalità. E la personalità di una BMW M non può essere che ispirata al motorsport, dunque via i superflui fendinebbia e spazio a flap e generose prese d’aria per raffreddare i radiatori aggiuntivi di olio e intercooler in un frontale identico in entrambe i modelli, gruppi ottici anteriori e cofano compresi, così come i retrovisori.

In entrambe le versioni sono state eliminate anche le superfici in materiale plastico nero del sottoscocca, retaggio dei modelli standard (e di un loro improbabile utilizzo in off road) e sono stati adottati cerchi specifici da 20″ (con gomme 275/40 R 20 davanti e 315/35 dietro), mentre le differenze vanno cercate naturalmente nello spoiler posteriore, nelle branchie laterali (chiuse sulla X5 e con sfogo d’aria integrato nella X6) e nel paraurti-diffusore posteriore che integra due ammiccanti sfoghi.

L’equipaggiamento di serie comprende rivestimenti in pelle in entrambe i modelli, con regolazione elettrica dei sedili anteriori e funzione di memoria e riscaldamento, un climatizzatore automatico a due zone, un sistema audio Hi-Fi con 12 altoparlanti da 230 W, battitacchi e poggiapiede M, modanature interne in alluminio spazzolato Shadow e due pad riestiti in pelle nella zona delle ginocchia, che indicano che su queste due BMW M, nonostante la mole, si può andare molto forte.

Prestazioni? Basta chiedere…

Il comportamento su strada delle X5 e della X6 M è modificabile a piacimento dal guidatore attraverso una serie di comandi selezionabili dal menu M Drive. Il cambio, un automatico/sequenziale a 6 rapporti che oltre alle ormai abituali modalità D ed S (Drive e Sport) prevede anche una funzione tutta manuale M che si inserisce non appena si azionano i bilancieri al volante e permette di tirare ogni rapporto fino al limite, senza passare automaticamente al rapporto successivo. Quando il cambio è in funzione in modalità M ad ogni cambio di marcia viene interrotta l’accensione di una parte degli 8 cilindri, proprio come sulle auto da corsa.

E c’è anche la funzione Launch Control per le partenze da fermo, che si aziona inserendo la prima, tenendo premuto il pedale del freno e accelerando per poco più di metà della corsa del pedale. Rilasciando il freno si parte a tutta birra, con una bandierina a scacchi che viene visualizzata sullo schermo multifunzione.

Il pulsante del controllo di trazione e stabilità DSC integrato nella consolle centrale consente di attivare direttamente la modalità M Dynamic Mode (MDM), che innalza la soglia di intervento dell’ESP consentendo di effettuare sbandate controllate in curva (ma c’è sempre l’ESP a vigilare se si esagera…) grazie alla trazione integrale xDrive tarata prevalentemente sull’asse posteriore.  

Oppure si può intervenire sul comportamento del propulsore attraverso la modalità Power, che mette a disposizione i programmi di guida “Sport” ed “Efficient”. Con il primo si ha una erogazione più lineare della potenza, mentre il secondo provvede ad aumentare rapidamente le marce, così da ridurre sensibilmente il consumo di carburante e assicurare una guida in relax. Tutte queste configurazioni possono essere richiamate velocemente con la semplice pressione del pulsante M Drive posizionato dietro il volante.

Cinematica delle sospensioni a controllo elettronico, supporti, molle ed elementi ammortizzanti (pneumatici) più rigidi ed un assetto che ha ridotto la luce a terra di 1 cm fanno il resto, insieme ad un impianto frenante composto da dischi rispettivamente di 395 millimetri davanti e 385 millimetri dietro con pinze fisse a quattro pompanti all’anteriore e flottanti al posteriore.

Insomma, i contenuti tipici delle berline iperprestazionali di Monaco sono stati trapiantati in due corpi rimasti finora estranei alla divisione sportiva M. Non faranno certamente gli stessi numeri che le rispettive versioni (soprattutto la X5) hanno raggiunto finora, ma hanno il merito di avere spostato ancora più avanti la soglia di quello che era stato finora possibile su un SUV. Una questione di prestigio, dunque, piuttosto che di mercato.