Brabham BT62: due allestimenti per la supercar da pista

La coupé da 710 CV e prezzi a partire da 1 milione di sterline verrà proposta in due linee: “Celebration”, omaggio alle monoposto Brabham vittoriose, e “Signature”, che sarà costruita su misura con il cliente.

Brabham BT62: due allestimenti per la supercar da pista

di Francesco Giorgi

10 giugno 2018

Perfettamente “in linea” con le anticipazioni di inizio maggio, al momento della presentazione ufficiale della inedita supercoupé anglo-australiana, i vertici di Brabham Automotive (neonata factory con a capo David Brabham, vincitore alla 24 di Le Mans 2009 e figlio del tre volte campione mondiale F1 “Black Jack” scomparso nel 2014 ad 88 anni) svelano in dettaglio le due declinazioni che andranno a comporre la serie limitata degli esemplari di BT62, supercar high performance progettata esclusivamente per impieghi agonistici che verrà messa in vendita a partire da un milione di sterline per ciascun esemplare.

Brabham BT62 sarà “tirata” in 70 unità: trentacinque esemplari saranno allestiti in configurazione “Celebration Series”; i restanti verranno realizzati in un allestimento “Signature Series”. Ognuna delle due “edition” differisce dall’altra nei motivi grafici che ne decorano il corpo vettura, oltre che per una esclusiva livrea e per le dotazioni: tutte e due, in ogni caso, rappresentano un omaggio alla storia sportiva del marchio fondato nel 1962 da Jack Brabham e dal tecnico connazionale Ron Tauranac; del resto, la sigla stessa è un evidente rimando alle origini della factory (“BT”, prefisso da sempre utilizzato per le monoposto, sta per “Brabham-Tauranac”; “62” è, appunto, l’anno di realizzazione della prima vettura di F1).

Nel dettaglio, la imminente Brabham BT62 in allestimento “Celebration” ricorda agli appassionati le 35 vittorie ottenute dalle monoposto Brabham nella massima Formula: particolarità di questa declinazione è la configurazione di tinta e di decorazioni esterne corrispondenti all’immagine di ogni vettura vittoriosa in circuito. Il primo esemplare (Brabham BT62/01) sarà verniciato e decorato nei colori verde-oro (la “bandiera” australiana nelle competizioni) e con il numero di gara 11 “ad immagine e somiglianza” della Brabham BT7 che con l’esperto californiano Dan Gurney ottenne il primo successo assoluto in F1 (GP di Francia a Rouen, 26 giugno 1964).

A questa serie corrisponde l’esemplare che il mese scorso, a Londra, presso i locali della Australia House (sede della Australian High Commission), accompagnò il vernissage di BT62: porta il numero “03” e omaggia la terza vittoria di una Brabham in F1, e il primo successo con Jack Brabham alla guida, che fece del tri-campione mondiale australiano il primo pilota nella storia ad avere vinto un GP su una monoposto di propria costruzione.

Farà parte della lineup “Celebration” anche la vettura numero 19, allestita in livrea rosso e blu corrispondente ai colori della celebre Brabham BT46B “Fan Car” dall’originale sistema di effetto suolo a ventola posteriore ideato da Gordon Murray, con la quale Niki Lauda si aggiudicò il GP di Svezia 1978 ad Anderstorp (venne in seguito squalificato; ciò, tuttavia, non ha impedito agli appassionati di ricordarne la vittoria).

Peculiare della lineup “Signature Series” sarà la possibilità, offerta a ciascun (facoltoso) acquirente, di allestire il proprio esemplare di Brabham BT62 dietro specifiche personali: un programma “ad hoc” che darà ad ogni cliente il ruolo di “collaboratore” di primo piano nell’allestimento dell’unità acquistata, e di seguirne passo passo la costruzione, con l’obiettivo di fornire ad ogni cliente un’auto su misura.

L’assemblaggio di ogni Brabham BT62, era stato anticipato in occasione della presentazione londinese, avverrà nel complesso ZF Lemforder, un edificio industriale di 15.000 metri quadri situato ad Edinburgh Park (nella zona nord di Adelaide) già utilizzato per la produzione di componenti destinati all’equipaggiamento della lineup Holden.

Tecnicamente, la coupé anglo-australiana (il cui capo progetto è Paul Birch) fa ampio affidamento alla fibra di carbonio per la monoscocca e per la pannellatura della carrozzeria, a sua volta caratterizzata da un accurato studio aerodinamico, del resto evidente nel bodykit marcatamente “racing” che ne sottolinea l’immagine: vistoso spoiler anteriore, ampie “ali” laterali, un largo alettone posteriore ed un altrettanto “poderoso” diffusore (lo stesso patron dell’azienda, David Brabham, aveva sottolineato come BT 62 sia in grado di generare fino a 1.200 kg di carico aerodinamico). Al comportamento dinamico del veicolo contribuiscono gli pneumatici Michelin racing  scelti come primo equipaggiamento ed un set di sospensioni a doppi quadrilateri con ammortizzatori e barre antirollio regolabili. L’impianto frenante si avvale di pinze a sei pintoncini e dischi carboceramici.

La componente di propulsione per Brabham BT62 fa affidamento ad un’unità motrice da 5,4 litri ad alimentazione atmosferica, nell’architettura ad 8 cilindri a V, progettata e realizzata “in casa” e abbinata ad un cambio sequenziale a sei rapporti con trazione posteriore e, ai fini di un efficace utilizzo della vettura in pista, arricchita da Launch Control e dispositivi di controllo dell’assetto e trasmissione azionabili dal pilota. Dati alla mano, la potenza sprigionata dal 5.4 V8 aspirato di Brabham BT62 è di 710 CV,per una forza motrice da 667 Nm di coppia massima (rilevante, considerato il peso “a secco” di circa 970 kg, il rapporto peso/potenza: 730 CV/tonnellata).