PSA: nuove strategie di elettrificazione, rilancio di Opel e sbarco negli USA

Intervenuto all’Automotive News World Congress a margine del Salone di Detroit, il CEO Carlos Tavares fornisce i primi dettagli e snocciola le prime cifre del programma industriale PSA al 2025.

PSA: nuove strategie di elettrificazione, rilancio di Opel e sbarco negli USA

di Francesco Giorgi

18 gennaio 2018

La grande corsa all’elettrificazione si prepara ad accogliere un nuovo big player: è PSA Groupe, che in un programma a medio-lungo termine annuncia una decisa svolta verso la mobilità sostenibile di nuova concezione. Le modalità del “new deal eco friendly” da parte di PSA sono state enunciate dal numero uno Carlos Tavares in occasione dell’Automotive News World Congress, meeting a margine del Salone di Detroit in svolgimento fino a domenica 28 gennaio.

Queste le linee-guida indicate dall’amministratore delegato PSA: varianti a propulsione elettrificata per tutti i modelli delle rispettive lineup entro il 2025, una quarantina di modelli eco friendly da proporre su scala mondiale entro la medesima deadline; lo sviluppo di nuove funzionalità di guida autonoma (qui, tuttavia, su una calendarizzazione più ampia); un nuovo “sbarco” oltreoceano e, su scala mondiale, più di un centinaio di nuovi modelli e nuove varianti di gamma; infine il prosieguo dei progetti di rilancio per Opel e Vauxhall.

Ma andiamo con ordine, iniziando dal “capitolo” più ghiotto nella visione strategica dei prossimi anni per PSA Groupe come indicata da Carlos Tavares al meeting di Detroit, ovvero lo sviluppo di un maxi-programma di engineering per nuove propulsioni elettrificate.

La strategia annunciata dal manager portoghese alla guida di PSA da dicembre 2012 si affianca ai progetti presenti sul taccuino delle priorità dei principali Gruppi automobilistici (Jaguar Land Rover, Renault-Nissan-Mitsubishi, Toyota, Bmw, Daimler-Benz, VAG-Volkswagen Audi), che da tempo puntano i propri riflettori verso programmi di realizzazione per nuovi modelli ad alimentazione ibrida, ibrida plug-in ed elettrica (ultimamente, anche “mild hybrid”, l’ibrido leggero con circuito parallelo a 48V che sembra volersi affiancare sempre più alle esistenti metodologie di propulsione eco friendly), e marginalmente anche a celle di combustibile.

In un primo dettaglio, annuncia Tavares, entro il 2025 – quindi, sul piano delle vision industriali per una holding di grandi dimensioni come PSA, è come dire “dietro l’angolo” – PSA Groupe offrirà sul mercato 40 nuovi modelli elettrificati: saranno disponibili su scala mondiale e faranno parte delle lineup dei “brand” già nell’orbita PSA: Citroen, DS, Peugeot, Opel e Vauxhall. In merito ai dettagli tecnici di questo “big deal” all’insegna della mobilità sostenibile, se ne saprà di più via via che i progetti andranno avanti.

Lo stesso si può dire riguardo ai programmi di sviluppo degli ormai imprescindibili sistemi di guida autonoma, che – anticipa Carlos Tavares – entreranno a far parte sempre più integrante delle funzionalità di bordo, fino ad assicurarne l’adozione dall’80% degli autoveicoli in vendita nei prossimi anni. Dati alla mano, questa percentuale riguarderà la produzione al 2030, dal nuovo Livello 4 al futuro Livello 5 (quello, cioè, che secondo gli standard a loro tempo impostati dalla SAESociety of Automotive Engineers porterà i moduli di bordo al totale controllo del veicolo, gestendone in automatico tutti gli aspetti della guida).

Riguardo alla terza “voce” annunciata da Tavares per il futuro di PSA, ovvero il ritorno del Gruppo sui mercati di oltreoceano (e segnatamente negli Stati Uniti), ciò fa parte di un mega-programma di espansione a livello mondiale, e che si riallaccerebbe con un deciso piano di sviluppo della produzione nei “brand” che fanno capo a PSA. In termini pratici, il numero uno PSA Groupe anticipa che i prossimi anni vedranno l’arrivo di ben 124 nuovi modelli – fra Citroen, DS, Peugeot, Opel e Vauxhall – da introdurre su tutte e sei le macroregioni di mercato globali. Compresi, dunque, gli USA, dai quali PSA è assente da ben venticinque anni. Del resto, ciò si riallaccerebbe con la strategia “Push to Pass” svelata dallo stesso Tavares nella primavera del 2016, all’epoca con l’obiettivo di presentare 121 novità sui mercati mondiali, cinque “new entry” per DS entro il 2021 e 12 novità per Citroen (al momento dell’annuncio, le indicazioni relative a Peugeot non erano state fornite), nonché l’implementazione degli stessi sistemi di guida autonoma e di nuovi servizi online a disposizione degli utenti e, in un’ottica all’epoca indicata come “decennale”, appunto il rientro negli Stati Uniti, del quale una prima concretizzazione si è avuta all’inizio del 2017 mediante un investimento – attuato insieme alla Compagnia assicurativa Maif – nella company francese di noleggio e car sharing TravelCar come “banco di prova” per sondare il terreno di oltreoceano.

Resta da vedere quale dei cinque “brand” che compongono l’orbita PSA sarà scelto per il ritorno negli Stati Uniti: bocche cucite, in questo senso, da parte dei vertici PSA. Tuttavia, è facile ipotizzare (o, per lo meno, ciò risulta una ipotesi avanzata da più parti, dunque per il momento la riportiamo secondo “vox populi”) che si tratterà di Opel.

Il marchio di Russelsheim è stato acquisito da PSA nell’estate 2017, insieme alla consociata di oltremanica Vauxhall: sulla scorta di questa clamorosa operazione, Tavares – che dichiara “Priorità numero uno” il rilancio di Opel – insieme all’amministratore delegato di Russelsheim, Michael Lohscheller, lo scorso autunno aveva illustrato il programma “PACE! ”, finalizzato ad un completo riassestamento di Opel per completarne l’integrazione in PSA, che dal punto di vista dello sviluppo industriale dovrebbe giocoforza confrontarsi con la necessità di sviluppare nuovi modelli e nuove tecnologie.

Ed è possibile che, appunto, siano Opel le novità per il futuro nuovo sbarco in territorio statunitense, in quanto lo stesso Carlos Tavares ha specificato che i modelli destinati al debutto nei prossimi anni verranno sviluppati secondo standard conformi alle normative USA: un veicolo-laboratorio sarebbe, a questo proposito, già stato sviluppato in Europa da ingegneri americani. Ma questo, in un’ottica più ampia: resta valido il programma di rientro “graduale” negli Stati Uniti, in una prima fase attraverso i servizi alla mobilità e, quindi, per sondare sul campo le potenzialità del mercato.