Alfa Romeo sta sviluppando un maxi SUV mild hybrid

Progetti di ibridazione in casa Alfa: fra un paio di anni ci sarà uno Sport Utility di grandi dimensioni e con powertrain ibrido leggero 48V. Allo studio anche una nuova Giulietta e una seconda serie di 4C.

Alfa Romeo sta sviluppando un maxi SUV mild hybrid

Tutto su: Alfa Romeo

di Francesco Giorgi

03 gennaio 2018

Un SUV full-size (e sarà il modello più grande mai prodotto) alimentato attraverso un modulo “mild-hybrid”; una berlina di medie dimensioni da inserire nel segmento attualmente occupato da Giulietta; e una nuova edizione di 4C. È questa, in sintesi, la “tabella di marcia” indicata nelle scorse ore dai vertici Alfa Romeo riguardo ad una nuova offensiva di marchio, e relativa ad un piano a breve-medio termine.

Le indicazioni sono state raccolte dall’edizione Web di Auto Express: i taccuini del magazine britannico hanno pubblicato una serie di dichiarazioni di intenti da parte del Chief Technical officer Roberto Fedeli, secondo cui il new deal del Biscione si attuerà sulla base di tre interessanti novità. La prima delle quali trae origine dalle manifestazioni di gradimento ottenute da Stelvio, il primo “Sport Utility” per Alfa Romeo che, entro un paio di anni (vale a dire nel 2020) potrebbe essere affiancato da un modello di segmento superiore.

Nel dettaglio, indica la news di Auto Express, il futuro “big-SUV” rappresenterà la punta di diamante di una serie di novità, incentrate su tre nuovi modelli. Lo sviluppo del futuro “Sport Utility” sarebbe già stato avviato: l’origine progettuale si ispira proprio ad Alfa Romeo Stelvio, che “presterà” l’architettura al nuovo modello (“Stelvio rappresenta un felice esempio di applicazione del DNA di Alfa Romeo: può benissimo essere tradotto in un veicolo di maggiori dimensioni”, spiega Roberto Fedeli). Il quale sarà, come detto, l’autovettura più grande nella ultracentenaria “carriera” produttiva Alfa; e, per conservarne intatta l’immagine sportiva – uno dei punti di forza per il marchio, e la caratteristica principale delle vetture del Biscione secondo le esigenze degli appassionati – erogherà fino a 400 CV di potenza. Anche in questo caso, si tratterebbe di un primato: una simile “cavalleria” non è mai stata raggiunta da parte di Alfa Romeo per i propri modelli “stradali”. Tale risultato, indica il dirigente tecnico ad Auto Express, sarà raggiungibile con il ricorso ad una tecnologia di propulsione “mild-hybrid”.

La propulsione che si affida ai moduli “ibrido leggero” con impianto elettrico parallelo alimentato da batterie a 48V con tecnologia al litio, come avevamo pubblicato nelle scorse settimane, è uno degli obiettivi tecnologici di primo piano per i nuovi sistemi powertrain: lo hanno recentemente affermato i massimi dirigenti delle Divisioni engineering dei big player automotive, i quali fanno leva sulle piccole dimensioni del motore elettrico (le cui funzioni, in alcuni casi, vengono sostenute da un motorino d’avviamento “maggiorato” e collegato all’alternatore) alimentato “parallelamente” dagli accumulatori supplementari e collegato all’unità termica attraverso una cinghia o mediante l’albero motore. Del resto, oltre a Mercedes con Classe S ed Audi con A8, Volkswagen con la variante Golf mild-hybrid e Suzuki che sviluppa il proprio sistema SHVS, lo stesso amministratore delegato FCA Sergio Marchionne aveva indicato, lo scorso marzo in occasione del Salone di Ginevra, la possibilità di equipaggiare – a medio termine – alcuni modelli di segmento inferiore proprio con un modulo ibrido leggero.

Una prima conferma arriva dal dirigente tecnico Alfa Romeo, il quale afferma come “Un sistema di propulsione ibrido plug-in potrebbe costituire un ostacolo alla realizzazione di un motore che tenga conto del DNA Alfa Romeo; al contrario, una soluzione mild hybrid a 48V rappresenterebbe la quadratura del cerchio”. Ciò, nonostante dimensioni maggiori e un peso complessivo del veicolo giocoforza più elevato: si parla di circa 200 kg in più, che peraltro verrebbero compensate con il ricorso al sistema ibrido leggero da affiancare ad un’unità 2.0 a quattro cilindri turbocompressa, per una potenza complessiva nell’ordine di 350-400 CV: “Attualmente stiamo studiando questa tecnologia al simulatore; i risultati finora non sono niente male”, svela Fedeli.

Il futuro “big SUV” di Alfa Romeo (che, tenuto conto degli ingombri esterni, potrebbe essere proposto anche in una declinazione a sette posti e andrebbe a posizionarsi in un ruolo di concorrente per Audi Q7 e Volvo XC90) sarà seguito da due ulteriori novità di rilievo: una “nuova” Giulietta e una seconda generazione di Alfa Romeo 4C; quest’ultima – in fase di valutazione – potrebbe essere frutto di un approfondito programma di restyling che prevederebbe il ricorso ad una nuova architettura e ad un altrettanto inedita motorizzazione.