Salone di Francoforte 2017: Mini John Cooper Works GP Concept

Un accattivante appeal “estremo” sottolinea le peculiarità di JCW Concept esposta all’IAA 2017: sarà questa l’identità delle future Mini alto di gamma? Staremo a vedere.

Salone di Francoforte 2017: Mini John Cooper Works GP Concept

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di Francesco Giorgi

13 settembre 2017

In produzione dal 2001, e con più di tre milioni di esemplari venduti (il traguardo venne celebrato a dicembre 2016), la lineup Mini si prepara ad un nuovo futuro: un “new deal” che ben si accompagna con un importante raggiungimento anagrafico. Nel 2019, la gamma di Oxford diventerà maggiorenne. E la prefigurazione di ciò che vedremo, in un programma a breve-medio termine, è sotto gli occhi del pubblico.

Al Salone di Francoforte 2017 (qui la nostra guida all’evento), Mini svela in anteprima due novità di grande rilievo per l’azienda di oltremanica che fa capo al Gruppo Bmw: si tratta, nell’ordine, di Mini Electric Concept e di Mini John Cooper Works GP Concept. Due prototipi, tuttavia con qualcosa in più: anche se le conferme ufficiali devono ancora essere espresse, è del tutto probabile che i contenuti tecnologici e gli affinamenti al corpo vettura per entrambe le “concept” rappresentino una prefigurazione della “Mini che verrà”.

Una Mini più adulta, cioè: una lineup di modelli che segue il passaggio dei proprietari dalla gioventù ad un’età più matura. Senza per questo mettere in secondo piano gli atout impostati dai vertici di Oxford per il futuro: una gamma che mette al centro dell’attenzione la nuova corsa all’elettrificazione (Mini Electric Concept, del resto attesa dal 2019: staremo con gli occhi bene aperti!) e una rinnovata, nonché potenziata, corsa alle prestazioni.

È su quest’ultima filosofia che si accentra l’immagine di Mini John Cooper Works GP Concept, che fa bella mostra di se all’IAA 2017 (a proposito: la Mini “numero 3 milioni” uscita dalle linee di Montaggio di Oxford lo scorso dicembre era proprio una John Cooper Works, seppure della gamma Clubman): la novità Mini per l’IAA 2017, anticipata nei giorni scorsi, porta il nome di due precedenti versioni – risalenti al 206 e al 2012 -; ma è soltanto questa la liaison con il passato.

Mini John Cooper Works GP Concept di Francoforte 2017, a differenza delle due “antenate” che erano state “tirate” in produzione limitata, è stata concepita essenzialmente in vista di un impiego agonistico, come dimostra il caratteristico insieme del corpo vettura, che porta in  dote un ampio ventaglio di novità aerodinamiche tali da giustificarne un utilizzo “racing”.

All’esterno, Mini John Cooper Works GP Concept è, nell’insieme, vicina alla “sorella” Electric Concept; in più, si notano nuovi (e vistosi) dettagli che non rappresentano un  semplice “vezzo” stilistico, quanto una precisa – e studiata ad hoc – destinazione d’uso. Per il momento, non ne viene confermato un utilizzo su strade aperte, anche se è possibile ipotizzarne una eventuale serie “stradale” magari un pochino addomesticata.

Gli esterni di Mini John Cooper Works Concept mettono in evidenza un sostanzioso bodykit che comprende nuovi spoiler, specifiche feritoie (in corrispondenza dei codolini passaruota anteriori e posteriori), un airscope sul tetto per l’aerazione abitacolo, una ampia “ala” posteriore fissa, un largo diffusore inferiore. Anche le carreggiate sono più larghe rispetto alla attuale produzione Mini. Con la Electric Concept, JCW GP Concept condivide il disegno dei diodi luminosi ai fanali posteriori che ritrae una metà della “Union Jack” (la bandiera nazionale britannica da molti appassionati di Mini usata come ornamento estetico).

All’interno, Mini JCW GP Concept di Francoforte 2017 è pressoché pronto-corsa: eliminato tutto ciò che non serve nelle competizioni (i sedili posteriori, i “normali” rivestimenti delle versioni di serie sostituiti da una pannelleria alleggerita e realizzata con il metodo della stampa 3D, la consolle centrale) la Concept è stata equipaggiata con un rollbar integrale, i sedili anatomici (rivestiti con una inedita finitura tridimensionale) dal guscio in fibra di carbonio, le cinture di sicurezza a cinque punti, l’impianto di estinzione. Sparita anche la leva centrale del cambio, al suo posto ci sono le levette al volante.