Mazda5: ecco il Multi-Activity Vehicle

Dopo la presentazione al Salone di Ginevra Mazda rilascia nuove informazioni sulla monovolume Mazda5

Mazda5: ecco il Multi-Activity Vehicle

di Andrea Tomelleri

29 giugno 2010

Dopo la presentazione al Salone di Ginevra Mazda rilascia nuove informazioni sulla monovolume Mazda5

Si avvicina il momento della commercializzazione per la nuova Mazda 5, la monovolume della casa giapponese presentata in anteprima allo scorso Salone di Ginevra. Il modello è completamente rinnovato ed è progettato per andare incontro ai gusti e alle esigenze del pubblico europeo, che rappresenta circa un terzo delle vendite.

“Il nostro principale obiettivo con la nuova Mazda5 – ha dichiarato Hideki Matsuoka, manager del progetto – era sviluppare una nuova C-MAV (Compact Multi-Activity Vehicle) che combinasse delle prestazioni ambientali superiori, richieste in questi tempi, con una nuova espressione del design”.

Le linee della carrozzeria seguono il family feeling della casa e riprendono gli stilemi del “Nagare Flow Design“: nel frontale si nota la grande “bocca” sorridente presente anche su altri modelli della gamma, accompagnata da più discreti gruppi ottici a sviluppo orizzontale. La fiancata è scandita da morbide venature mentre la vista posteriore – che è forse la parte meno riuscita – presenta un lunotto a V e dei fanali non particolarmente originali.[!BANNER]

Tra le caratteristiche che distinguono la Mazda5 nella categoria ci sono il sistema di sedili Karakuri, che consente di gestire facilmente l’abbondante spazio interno, e le porte posteriori scorrevoli. La grande abitabilità e il passo di 2,750 metri consentono di accogliere fino a sette passeggeri su tre file di sedili.

La gamma di motorizzazioni comprende un nuovo diesel 2.2 litri (che sostituisce l’attuale 2 litri), un benzina 1.8 litri da 115 CV e 165 Nm di coppia e un inedito MZR 2.0 DISI a iniezione diretta di benzina da 150 CV e 191 Nm, che consente alla vettura di raggiungere la velocità massima di 194 km/h. Questa unità può vantare emissioni di CO2 ridotte di circa il 15% rispetto al motore che sostituisce.