Trabant, passato e presente oltre il Muro

La Germania celebra la sua icona a 4 ruote. Un'auto di culto che potrebbe ritornare sulle strade in versione elettrica

Trabant nT

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In questi giorni di ricorrenze e celebrazioni, a vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, fatti di simboli e momenti entrati ormai da tempo nei libri di storia, anche il mondo delle 4 ruote ricorda la sua icona per eccellenza: la mitica Trabant, protagonista di parate e sfilate per le vie della capitale tedesca insieme a migliaia di cittadini.

Auto simbolo della Repubblica Democratica Tedesca (Ddr), la Trabant (o più semplicemente Trabi) il cui nome significa "compagno di viaggio", è stata prodotta a partire dal 1963 - appena due anni dopo l'edificazione del Muro - fino al 1991. Dotata di un motore bicilindrico di 600 cc da 23 cv, la piccola utilitaria era in grado di raggiungere 112 km/h di velocità massima e di accelerare da 0 a 100 km/h in 21 secondi. Spartana, economica, semplice più che mai, la Trabant poteva ospitare 4 passeggeri ed era il sogno di molte famiglie tedesche dell'Est che per averla dovevano aspettare anche un anno.

La Trabant tuttavia era qualitativamente inferiore alle vetture dell'epoca di fabbricazione occidentale e per questo venne immediatamente messa da parte dopo la caduta del Muro dai tedeschi di Berlino Est e la produzione si interruppe nel 1991. Da un decennio a questa parte però è ritornata in auge come vettura di culto e icona di libertà e cambiamento.

Un ritorno d'immagine talmente forte che ha spinto alcuni costruttori stranieri a ipotizzarne una reinterpretazione in chiave moderna. E' quanto hanno fatto Herpa, costruttore di modellini di auto, e IndyKar (società di design e ingegneria) che in occasione dell'ultimo Salone di Francoforte hanno presentato il concept Trabant nT.

Dotato di un'unità elettrica con batterie agli ioni di litio, la vettura sarebbe in grado di percorrere 160 km in autonomia per una velocità massima di 130 km/h. Al momento però non si vedono margini concreti per una reale messa in produzione dell'auto che, nell'ipotesi dei suoi creatori, sarebbe equipaggiata con Gps, fari a Led, strumentazione digitale e via dicendo, quindi lontana anni luce dall'auto essenziale ed economica di un tempo.

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di Lorenzo Stracquadanio | 10 novembre 2009

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