A Ginevra arriva la Mini JCW Cabrio

Cura ricostituente da oltre 200 CV per la Mini John Cooper Works cabriolet in anteprima mondiale a Ginevra

A Ginevra arriva la Mini JCW Cabrio

di Redazione

02 marzo 2009

Cura ricostituente da oltre 200 CV per la Mini John Cooper Works cabriolet in anteprima mondiale a Ginevra

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Gli amanti della guida con i capelli al vento, che giudicano “pochi” i 175 CV della Mini Cabrio Cooper S, al Salone di Ginevra potranno ammirare la versione al top della gamma Mini Cabrio. Si tratta della John Cooper Works, che apporta alla “senza tetto” inglese la sua dote di 211 CV a 6000 giri/min.

Il motore da 1600 cc è caratterizzato da un sistema ad iniezione diretta di benzina, con rail centrale da 120 bar e turbocompressore. Equipaggia anche le versioni Cooper S, ma grazie alla modifica dei condotti di aspirazione ed alla pressione del turbo (che cresce da 0,9 a 1,2 bar) guadagna 36 CV e 40 Nm in overboost.

Il propulsore nasce dalla collaborazione del gruppo PSA e BMW: si distingue per i condotti di scarico che adottano la soluzione Twin-Scroll, con la quale si riduce il turbo-lag e si migliora l’erogazione della coppia motrice ai bassi regimi. Notevole la potenza specifica, pari a  132 CV/l.

Gli oltre 200 CV della Cabrio JCW, garantiscono uno 0-100 km/h in 6,9 secondi ed una velocità massima di 235 km/h. Consumi ed emissioni restano a livelli accettabili, rispettivamente 14 km/l e 169 g/km di CO2 emessa. La coppia è trasmessa al suolo attraverso pneumatici da 17 pollici, montati su cerchi in lega leggera (dal peso di 10 Kg) al cui interno trovano posto i quattro dischi dell’impianto frenante, con pinze realizzate in alluminio.

Elettronica e divertimento

Il servosterzo e la farfalla dell’acceleratore sono gestiti attraverso dei motori elettrici, in questo modo è possibile agire sui sistemi di controllo per modificarne la risposta ed adattarla alle esigenze del guidatore. Premendo il pulsante “Sport”, il sistema di controllo cambia le mappature, aumentando la prontezza di risposta di sterzo ed acceleratore.

La sicurezza attiva del veicolo è inoltre incrementata attraverso i controlli elettronici: oltre al classico ABS, troviamo il controllo di stabilità e trazione anch’essi personalizzabili nel funzionamento.

Il controllo di stabilità DSC (Dynamic Stabily Control) può essere disinserito attraverso un pulsante presente sulla plancia. Nella modalità DSC-off viene automaticamente attivato il DTC (Dynamic Torque Control) che controlla dinamicamente la coppia alle ruote, simulando il funzionamento di un differenziale autobloccante.

Quando il DTC è inserito, durante la percorrenza di una curva al limite, il sistema tende a frenare la ruota interna, che tipicamente tende a slittare. In questo modo il differenziale riesce a trasferire una quantità maggiore di coppia alla ruota esterna, migliorando trazione e percorrenza di curva. Il DTC è molto utile in uscita di curva, dove le ruote anteriori sono sottoposte alla forza centrifuga ed all’elevata coppia fornita dal motore turbo.

Fuori in 15 secondi

Oltre al motore, un altro elemento distintivo della Mini Cabrio è il tettuccio, realizzato in tela su un telaio di acciaio, si apre (e chiude) automaticamente grazie ad un sistema elettroidraulico in soli 15 secondi, anche se si è in moto (ma ad una velocità inferiore ai 30 Km/h).

Gli interni ricalcano quelli della versione “chiusa” della piccola vetture inglese, caratterizzati da un volante “Sport” a tre razze, tetto di colore antracite ed interni rivestiti in “Piano Black”. Il roll-bar che protegge i passeggeri in caso di ribaltamento, è integrato nel divano posteriore ad un’altezza leggermente inferiore ai poggiatesta, per non ostacolare la visuale.

Al centro della plancia risalta il tachimetro, tradizionalmente tondo e dalle dimensioni generose, che integra anche il display da 6,5 pollici del sistema di navigazione satellitare ed i comandi dell’impianto audio, che può essere interfacciato con l’iPod della Apple per ascoltare i propri brani preferiti in auto.

Il bagagliaio ha una capacità massima di appena 170 litri, ma grazie al portello posteriore che ruota verso il basso, forma un piano d’appoggio unico con l’interno del bagagliaio, rendendo le operazioni di carico meno gravose. Immancabile per una vettura scoperta il frangivento posteriore, disponibile però come optional.

Personalizzazioni JCW

La Mini è famosa per le infinite possibilità di personalizzazione, a tutti gli elementi di personalizzazione di interni ed esterni normalmente presenti sulla gamma Mini, si aggiungono accessori dedicati alle versioni JCW.

Si parte da un pacchetto aerodinamico, per passare all’assetto “Sport”, finendo con la barra duomi, per irrigidire l’auto e migliorare l’handling della piccola anglo-tedesca. All’interno, si possono scegliere le modanature simil-carbonio e leva di stazionamento e del cambio in versione “Sport”.

Anche la strumentazione è personalizzabile, oltre allo “Shift-Gear Indicator”, che suggerisce quando cambiare rapporto del cambio, c’è un indicatore per la coppia erogata dal motore e uno per le accelerazioni laterali che si sviluppano in percorrenza di curva.

Il primo informa il guidatore sulla percentuale di utilizzo del motore, utile per risparmiare carburante o per scegliere il rapporto di trasmissione adeguato alle esigenze del pilota. Il secondo strumento, visualizzando le accelerazioni laterali del veicolo, permette al pilota di capire quanto a fondo stia sfruttando il telaio e l’aderenza dei pneumatici.