Jeep: la futura Grand Cherokee sul telaio di Alfa Romeo Stelvio

Al Salone di Detroit 2017, intervento del numero uno Fca sui programmi del Gruppo a breve - medio termine. Stop al progetto Giulia Station Wagon?

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio: prime immagini ufficiali

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La versione Usa di Alfa Romeo Stelvio varcherà l'Oceano già nella prossima primavera, in tempo per debuttare entro l'estate sui mercati nord americani. E sarà realizzata sulla piattaforma in condivisione con Alfa Romeo Giulia e che, con tutta probabilità, costituirà l'"ossatura" sulla quale realizzare la prossima generazione (quinta serie) di Jeep Grand Cherokee, attesa per il 2018 o, al più tardi, nel 2019. È quanto anticipato nelle scorse ore da Sergio Marchionne, presidente e amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, intervenuto al Salone di Detroit.

Al NAIAS 2017, il numero uno di Fca - relativamente ai programmi del Gruppo a breve-medio termine - indica dunque un radicale mutamento nella filosofia progettuale per Jeep Grand Cherokee: il Suv "full size" - simbolo del proprio segmento per Jeep sarebbe (assicura Marchionne) in fase di studio da parte dei tecnici Jeep, che si riservano di dare a breve un "via libera" alla realizzazione di un piano definitivo sul trasferimento della piattaforma "Giorgio" per Grand Cherokee: l'attuale serie, in produzione dal 2010, resta una eredità della precedente "guida" Daimler - Chrysler. Entro sessanta giorni si saprà se l'operazione sarà pienamente fattibile.

L'architettura "Giorgio" a motore longitudinale è stata sviluppata da Fca sulla scorta di un apporto economico da oltre 900 milioni di euro: esempio di pianale modulare per veicoli "Sport Utility" a quattro ruote motrici, assolve a precise esigenze di adeguate leggerezza e robustezza, oltre ad assicurare elevate dinamiche di guida. Quanto al trasferimento tecnico fra Alfa Romeo e Jeep (dal recentissimo Suv Stelvio alla Grand Cherokee), l'operazione risulterebbe semplificata proprio in virtù del fatto che il pianale "Giorgio" viene impiegato anche dalla nuova Giulia: ormai collaudata nella trazione integrale, la piattaforma potrebbe risultare efficace anche per Grand Cherokee. Il vantaggio che deriva dalla modularità di un unico pianale per più modelli è stato ampiamente dimostrato da molti dei big player automotive che da tempo perseguono questa strategia: la condivisione di una piattaforma su diverse lineup di produzione offre varietà più ampie di modelli in  listino e, contestualmente, consente l'ottimizzazione dei costi di produzione.

Una serie di indiscrezioni captate dal Web in queste ore rivela, alla luce di tutto ciò, che la futura generazione di Jeep Grand Cherokee potrebbe risultare profondamente diversa dalle future Wagoneer e Grand Wagoneer: a differenza del "big Suv", indica il sito Web Autonews, le ultime due manterrebbero la "tradizionale" soluzione della carrozzeria separata dal telaio.

"Fumata nera", per il momento, in merito alla eventuale Giulia Station Wagon: più che a una versione "familiare" della nuove "segmento D" per Alfa Romeo, Sergio Marchionne si annuncia più favorevole a puntare sul segmento Suv, che appare uno dei più floridi dal punto di vista del gradimento, non soltanto in Europa ma anche in America e negli altri mercati principali.

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di Francesco Giorgi | 10 gennaio 2017

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