Toyota C-HR, le immagini degli interni

Realizzata sull’inedita piattaforma TNGA, la Toyota C-HR è una vettura ibrida che punta a rivoluzionare il segmento dei SUVC compatti.

Toyota C-HR, le immagini degli interni

Tutto su: Toyota C-HR

di Francesco Donnici

28 giugno 2016

Realizzata sull’inedita piattaforma TNGA, la Toyota C-HR è una vettura ibrida che punta a rivoluzionare il segmento dei SUVC compatti.

Del tutto simile al prototipo visto in occasione dell’ultimo Salone di Ginevra, la nuova Toyota C-HR si presenta come un SUV dalle dimensioni compatte e dall’aspetto sportiveggiante e giovanile che ha tra i suoi punti di forza una sofisticata meccanica ibrida presa in prestito dalla collaudata Prius.

La C-HR porta in dote la nuova piattaforma TNGA (Toyota New Global Architecture) sviluppata appositamente per ospitare uno schema ibrido. Ricordiamo che la Casa delle tre ellissi è una vera è propria pioniera di questa tecnologia, come sottolineano i 9 milioni di veicoli ibridi venduti in tutto il mondo, di cui oltre 1 milione solo in Europa. Secondo i dati snocciolati dal costruttore giapponese, le vetture ibride vendute in Italia dal 2000 sono oltre 85.000, con una fetta sempre maggiore di vetture Toyota e Lexus.

Nel mese di gennaio 2016, il settore delle auto ibride in Italia ha raggiunto la quota record del 2,1% – ovvero un più 30% rispetto al cumulato 2015 – di cui il 96% di questa quota è rappresentato da Toyota e Lexus.

Lunga 4.360 millimetri, larga 1.795 millimetri, alta 1.555 millimetri e con un passo di 2.640 millimetri, nonostante sia un SUV, la CR-H offre il confort e il piacere di guida di una vettura di segmento C, grazie alle peculiarità della già citata piattaforma TNGA che ha consentito tra le altre cose di ottenere un [glossario:baricentro] più basso. Inoltre è stato possibile aumentare notevolmente gli standard di sicurezza: un miglioramento di cui beneficeranno anche i prossimi modelli Toyota. Il telaio e lo sterzo diretto sono stati ottimizzati per offrire il miglior comfort possibile sui fondi sconnessi e poco regolari.

Gli interni della C-HR sono futuristici e nello stesso molto funzionali: la plancia viene percorsa da una lunga striscia luminosa di colore blu che richiama lo schema [glossario:ibrido] di cui è dotata la vettura, mentre al centro della consolle troviamo un display “touch” da 8 pollici con interfaccia uomo macchina (HMI) completamente ottimizzata e resa ancora più funzionale. La maggior parte dei comandi risultano rivolti verso il guidatore, inoltre tutti i materiali scelti sono risultano molto curati, come sottolinea la scelta di finiture in similpelle che impreziosiscono la maggior parte delle componenti.

Ricca la dotazione di accessori che comprende i sedili riscaldabili, i cristalli oscurati, il sistema S-IPA (Simple Intelligence Park Assist), cerchi in lega da 18 pollici, il sistema audio ad alta fedeltà JBL, mentre sul fronte della sicurezza troviamo i sistemi d’assistenza alla guida, tra cui il pre-collisione, Adaptive Cruise Control, Lane Departure Alert, abbaglianti automatici e Road Sign Assist per la riconoscenza della segnaletica stradale.

Dal punto di vista meccanico, la CH-R sfrutta un propulsore 1.2 turbo benzina da 115 CV che può essere abbinato ad un cambio manuale o automatico e vanta l’opzione della trazione integrale, con consumi ed emissioni inquinanti dichiarati rispettivamente pari a 5,7 l/100 km e 128 g/km di CO2. Non mancherà anche un 1.8 [glossario:ibrido] VVT-i a ciclo Atkinson da 122 CV, utilizzato anche su altri modelli del Gruppo nipponico.