Aston Martin Vantage GT12 Roadster al Goodwood Festival of Speed

La rassegna di inizio estate dedicata alle special e al motorsport ospita la GT12 Roadster, esemplare unico allestito sulla Vantage GT12 da 600 CV.

Aston Martin Vantage GT12 Roadster al Goodwood Festival of Speed

di Francesco Giorgi

26 giugno 2016

La rassegna di inizio estate dedicata alle special e al motorsport ospita la GT12 Roadster, esemplare unico allestito sulla Vantage GT12 da 600 CV.

Non sempre le novità più eclatanti vengono annunciate in anticipo. È il caso di Aston Martin Vantage GT12 Roadster, una inedita spider biposto che il marchio di Gaydon ha svelato, un po’ a sorpresa, in questi giorni al Goodwood Festival of Speed, la rassegna che ogni anno, nella tenuta di Lord March nel West Sussex, accoglie nuovi arrivi, show car, edizioni speciali e novità di mercato high performance insieme ai raduni e alle esibizioni delle auto storiche (rigorosamente sportive e da competizione) più prestigiose.

Un menu che ben si acocmpagna alla nuova proposta Aston Martin, azienda da sempre legata a filo doppio al motorsport. L’immagine dichiaratamente sportiva della sua produzione viene, nel caso della Vantage GT12 Roadster, amplificata da caratteristiche di assoluta esclusività.

La Aston Martin Vantage GT12 Roadster (che arriva a poche ore dall’annuncio della imminente messa in produzione, in serie limitata, di Aston Martin Vanquish Zagato ammirata lo scorso maggio al Concorso d’Eleganza Villa d’Este) è stata infatti allestita in esemplare unico: un “one – off” voluto da un facoltoso enthusiast del marchio di Gaydon, che ha chiesto agli artigiani della factory britannica di realizzare una vettura dall’allure unico.

La Vantage GT12 Roadster è stata interamente sviluppata, con la collaborazione di Aston Martin Advanced Operations (la Divisione dalla quale, nel tempo, sono uscite One-77, GT8, GT12, Lagonda Taraf e Vulcan) da Q by Aston Martin, il programma di personalizzazione che allestisce esemplari “su misura” e dietro specifiche richieste del singolo cliente partendo da uno dei modelli che compongono la gamma di Gaydon.

“Base di partenza” è la Vantage GT12, a sua volta “tirata” in un numero limitato di esemplari (100 unità) e già sottoposta a una decisa “cura dimagrante” rispetto alla recentemente aggiornata Vantage S dalla quale deriva, che le ha permesso di tagliare 150 kg dal peso in ordine di marcia.

La realizzazione dell’esemplare unico presentato al Goodwood Festival of Speed – a fianco delle nuove DB11, Vantage GT8 e della hypercar Vulcan – ha richiesto nove mesi di lavoro: le differenze rispetto alla performante coupé hanno riguardato non soltanto corpo vettura e abitacolo, ma anche l’assetto, che ha richiesto una nuova taratura delle sospensioni in funzione delle nuove caratteristiche di guida durante la marcia “en plein air“.

L’aspetto esteriore della “specialissima” Aston Martin Vantage GT12 Roadster è rappresentato dalla tinta carrozzeria su misura e dal largo impiego di pannelleria in fibra di carbonio per la realizzazione di nuove appendici aerodinamiche (ad arricchire la già sofisticata [glossario:aerodinamica] di GT12), che si abbinano alla “tradizionale” capote in tela che, richiusa, trova posto in uno specifico alloggiamento immediatamente dietro l’abitacolo. La personalizzazione ha riguardato anche l’abitacolo, con lo sviluppo di soluzioni di rivestimento e rifinitura ad hoc.

Sotto il cofano, nessuna novità rispetto a Vantage V12: la motorizzazione scelta è il poderoso V12 da 6 litri, “aspirato”, la cui potenza è stata portata da 573 a 600 CV grazie all’adozione di nuovi collettori di aspirazione in magnesio, più diretti, e un nuovo impianto di scarico completo realizzato in titanio. La scelta del cambio è andata all’automatico “Sportshift III” a sette rapporti con levette al volante, che da tempo fa parte della gamma di trasmissioni disponibili per i modelli Aston Martin.

Sarebbe interessante conoscere nel dettaglio i valori prestazionali raggiunti dalla “one – off” Aston Martin Vantage GT12 Roadster: i tecnici di Gaydon, in questo caso, sembra abbiano rispolverato l’antica abitudine tipicamente “British” di non comunicare i dati su strada.

 

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