Rolls-Royce Ghost, il lusso della semplicità

A metà strada tra Serie 7 e la Phantom, rappresenta il moderno "Spirit of Ecstasy": guidabilità e prestigio, nel traffico di tutti i giorni

Attingere al DNA Rolls-Royce senza incappare in "reati di lesa maestà" a volte può risultare difficile. Difficile quando un costruttore di questo calibro mette mano alla tradizione e presenta un nuovo modello, ancor più se la parentela con la BMW Serie 7, a confronto perfetta quanto fredda, appare inevitabile.

La Rolls-Royce Ghost nasce con l'onerosissimo obbligo di mantenere la leadership in un mondo totalmente nuovo, gravemente segnato dalla crisi e dalla ferma condanna dell'opulenza fine a sè stessa. La nuova Ghost, per certi versi, rispecchia una visione del mondo che cambia: il lusso di oggi dispiega le ali del successo quando è "facile", sostenibile. E segretamente sofisticato.

Lo stile

La Rolls-Royce Phantom rivela che, in fondo, la 200EX di Ginevra non era poi così lontana dalla versione definitiva. Il frontale, imponente e dinamico, fa leva su due elementi tradizionali: un'importante calandra che riprende le fattezze del mitico Partenone e uno sbalzo ridotto dell'asse anteriore. Nel primo caso i designer hanno variato volutamente alcuni dettagli per avvicinare il frontale alla presa d'aria di un aereo, settore che Rolls-Royce conosce molto bene. Nel secondo caso l'effetto del metallo satinato ricorda l'automobilismo degli Anni Trenta, quel periodo di scoperta e avventura che ha traghettato l'automobilismo nell'era moderna.

La linea di cintura molto alta, un classico Rolls-Royce, è stata abbinata a fiancate scolpite soltanto nella parte bassa, mantenendo omogeneità nel loro disegno. I passaruota sono appena accennati mentre l'eccezionale sistema di apertura delle portiere, incernierate "controvento" facilita l'accesso ai passeggeri posteriori omaggiando le berline d'altri tempi. La coda rivela una stretta parentela con la Phantom, anche se gli scarichi cromati a disegno trapezoidale, uniti a fari più rastremati, offrono una visione maggiormente dinamica e in linea con l'immagine di questo modello.

Welcome on board Sir...

Gli interni, a detta dei progettisti, offrono per la prima volta un'organizzazione incentrata sul conducente. Uno stacco epocale, e un segno dei tempi che cambiano: la Rolls-Royce Ghost non è una berlina da affidare all'autista, ma una vettura di lusso che vuole essere goduta fino in fondo, soprattutto al volante.

L'utilizzo di materiali pregiati e tinte a contrasto è scontata, quello che spicca è un climatizzatore a quattro zone distinte, che utilizza sedili dal rivestimento forato; un sistema di intrattenimento digitale con disco fisso, lettore DVD multiplo e controlli separati su tre zone; un tetto panoramico in cristallo che aumenta la luminosità di un abitacolo in passato tenuto "al buio" per evitare occhi indiscreti e, infine, un posto guida rialzato, dotato di sistemi di sicurezza all'avanguardia che permettono di condurre gli oltre cinque metri di vettura in totale disinvoltura.

Il quadro strumenti offre tre indicatori circolari con lancette dal disegno retrò, ma tra questi non trova posto il tipico contagiri. In sua vece è presente un indicatore di potenza massima, misurata come "power reserve" su scala da 0 a 100. Un vezzo già visto sulla Phantom e un modo di ribadire che, con il cambio automatico, il contagiri tutto sommato è inutile.

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