Tesla: la nuova entry level si chiamerà Model III

Cambio di nome per la futura "baby elettrica" di Tesla: si chiamerà "Model III". Debutterà nel 2016. Novità anche per la Roadster.

Tesla Model S su strada

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Sarà sempre compatta, a conferma di quanto già annunciato nelle scorse settimane, la scocca sarà in acciaio anziché nel più raffinato ma costoso alluminio; e fra gli atout in grado di accattivarsi il gradimento degli automobilisti, sarà caratterizzata da un prezzo competitivo: in grado, cioè, di costruirsi un ruolo di concorrente nei confronti della produzione made in Germany. Sono i tre principali punti sui quali Tesla gioca nello sviluppo del suo prossimo modello, una "segmento D" elettrica che il marchio californiano - che fra i Gruppi partecipati annovera il 5% nelle mani di Daimler Benz - tradurrà in realtà nei prossimi due anni, in modo da portarla al debutto ufficiale nel 2016 e metterla in vendita a inizio 2017.

Rispetto all'annunciata denominazione "Model E" (che seguirebbe in chiave logica l'attuale Model S - che viene prodotta negli impianti di Freemont a un ritmo di circa 600 unità alla settimana - e l'imminente Suv "Model X", atteso per la fine 2014), la futura "compatta" elettrica di Tesla si chiamerà "Model III": il cambio di nome, spiega il numero uno di Tesla, è dovuto a una recente controversia con Ford, che ha citato in giudizio la Casa californiana per chiedere che trovassero un nuovo nome.

Alla fine, è stato scelto di chiamare la vettura "Model III"; contestualmente, è stata anche comunicata la calendarizzazione del lancio: appunto, presentazione nel 2016 e debutto su strada nel 2017, a un prezzo che Elon Musk indica in 35.000 dollari (poco meno di 26.000 euro).

Dal punto di vista tecnico, la futura Tesla Model III avrà dimensioni ridotte del 20% rispetto alla Model S; le batterie al litio, che garantiranno un'autonomia stimata in circa 320 km, saranno prodotte in un nuovo stabilimento Tesla (la cui localizzazione deve essere ancora decisa: la scelta cadrà in un sito fra Nevada, Arizona, California, New Mexico e Texas), destinato - indicano i vertici del marchio californiano - a produrre le batterie anche per altre Case (come Mercedes e Nissan). Come per Model S e l'imminente Model X, anche la futura Tesla Model III sfrutterà, per la ricarica degli accumulatori, l'innovativa e ultrapotente rete "Supercharger" (in via di realizzazione su tutto il territorio Usa e Canada, per consentire ai clienti Tesla di viaggiare in tutti gli Stati senza preoccupazioni di restare "a terra") che prevede la fornitura di energia elettrica in modo gratuito, attraverso l'alimentazione a pannelli fotovoltaici.

Una piccola ma ghiotta novità viene annunciata anche per il modello simbolo della Casa californiana, la Tesla Roadster, in produzione dal 2008, che ha costituito il "via" alla produzione automobilistica per Tesla: la sportiva basata sul telaio di Lotus Elise, che attualmente garantisce un'autonomia di circa 390 km, potrà essere aggiornata con l'impiego di una batteria maggiorata e di ultima generazione, in grado di offrire un'autonomia di 650 km.

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di Francesco Giorgi | 16 luglio 2014

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