Bugatti Galibier, debutto rinviato al 2015

I vertici della Casa francese non sono pienamente soddisfatti della Bugatti Galibier, per questo il debutto della vettura slitterà al 2015.

Bugatti Galibier, debutto rinviato al 2015

di Francesco Donnici

06 ottobre 2011

I vertici della Casa francese non sono pienamente soddisfatti della Bugatti Galibier, per questo il debutto della vettura slitterà al 2015.

I problemi di gestazione che stanno tormentando la Bugatti Galibier 16C, futura berlina extralusso e super potente del marchio franco-tedesco, hanno portato i vertici della Casa a congelare il progetto relativo alla vettura, ritenuta fino a poco tempo fa pronta per la produzione in serie.

Sembra infatti che il debutto della quattro porte Galibier sia stato rimandato definitivamente al 2015, a causa dei numerosi dubbi espressi dall’amministratore delegato del marchio di Molsheim, Wolfgang Durheimer, riguardanti alcuni dettagli della supercar, a suo dire non sufficientemente soddisfacenti.

Durheimer infatti, confermando la sua fama di uomo perfezionista, non sembra assolutamente soddisfatto del lavoro svolto dagli ingegneri Bugatti sulla concept Galibier. Per il super manager tedesco il nuovo modello Bugatti deve rappresentare il non plus ultra del lusso e della sportività, proponendo un nuovo standard per quanto riguarda le finiture, il comfort e le prestazioni di una berlina sportiva.

Entrando nel dettaglio, il CEO di Bugatti si sarebbe lamentato con i suoi progettisti a causa della potenza del poderoso propulsore W16 da 8.0 litri, limitata a “soli” 800 CV;  un valore ritenuto insufficiente per una berlina che dovrebbe costare tra 1 e 1, 5 milioni di euro e che quindi deve offrire il massimo della potenza, unita nello stesso tempo ad un comfort ed un lusso senza precedenti.  

Il difficile “parto” della Bugatti Galibier ricorda molto da vicino quello della hypercar Veyron, anche lei vittima di problemi relativi alla sua progettazione. Probabilmente anche per questo motivo, i vertici della Costruttore francese vogliono essere sicuri di non sbagliare un modello fondamentale per il marchio, capace di incidere negativamente sul futuro della Casa fondata da Ettore Bugatti.